<ci risiamo> pensò Jack
"L'aspetto è importante nel nostro settore, devi essere sempre elegante al massimo" continuò il suo capo "Quindi domani vedi di venire come si deve"
"ma capo, ho capito che la presenza è importante, ma lavoro dietro le quinte. Nessun cliente mi vede, nemmeno alcuni dei nostri collaboratori ha mai visto la mia faccia..."
"Non m'interessa. se io ti dico vieni elegante, anche se devi portare via la merda del mio cane, tu vieni in maniera impeccabile!"
"Non m'interessa. se io ti dico vieni elegante, anche se devi portare via la merda del mio cane, tu vieni in maniera impeccabile!"
<allora aumentami lo stipendio!> pensò Jack tra se <i vestiti belli costano, ed io ho le mie spese da affrontare, non posso guadagnare per comprare solo cose per il lavoro!!>
Sospirò in maniera impercettibile, e rispose con un semplice "si ok capo". Alla fin fine gli dici così ed è contento, pensa di averti insegnato qualcosa, almeno questo pensava Jack; qualcosa di assolutamente superfluo e sbagliato ovviamente. l'apparenza non è tutto, è come dire che una persona è buona solo perché è bella.
l'orologio segnò le 18.00 in punto. finalmente Jack poteva andarsene da quel posto, e tornare nel suo vecchio appartamento. Un saluto veloce a tutti, e via verso l'uscita, verso la libertà che agognava ogni mattina prima di andare in ufficio.
Arrivato a casa, Jack prese una sigaretta, l'accese e si mise a pensare appoggiato al balcone della finestra. Ogni volta che tornava a casa, con la mente andava da qualche parte lontano, in posti magnifici che in pochi avevano visto. quel giorno, Jack decise di andare in Africa: s'immaginava il deserto del Namib, il caldo che batteva sulla sua pelle, la sua gola ardeva per la sete, ma non c'erano problemi, era organizzato. Vide in lontananza una leonessa, che con passo maestoso s'avvicinava silenziosamente ad una preda, un'antilope comune della specie Orice. vide con occhi attenti come la leonessa s'avvicinava, appiattita nell'erba alta per non farsi vedere, le zampe pronte per scattare come una molla. ma l'orice s'accorse che qualcosa non va, e si girò verso il pericolo. ma ormai era tardi: la leonessa fece un grande balzo, e nonostante l''antilope abbia provato a fuggire, le sue fauci si chiusero in una stretta mortale intorno al suo collo. Una scena magnifica e tremenda allo stesso tempo.
ma quel sogno durò poco.
il telefono squillò. Jack riconobbe il numero, quello del suo capo. <non ho un secondo di tregua> si disse.
"pronto?"
"si Jack sono io..."
<ma dai?? non l'avrei mai detto!!>
"dimmi capo"
"Hai controllato le mail?"
rimasi un attimo in silenzio pensando. "si le ho controllate prima di andare via, non c'era nulla di..."
"intendo dire hai controllato ORA le mail?"
<mi prendi per il culo? finalmente ho finito di fare un lavoro che non sopporto e vuoi che lavori anche a casa???>
"no non ho ancora visto, non sono tornato a casa da molto..."
"voglio che ti metti le mail sul cellulare, in modo che potrai sempre essere attivo. ogni mail che t'arriva devi essere pronto a rispondere in ogni momento"
"..."
"..."
"stai scherzando capo"
"per niente. ora installati le mail sul cellulare"
jack non credeva alle sue orecchie. come farsi dominare dal lavoro.
"capo, non so se riesco ad installare le mail sul mio telefonino.."
"non m'interessa" si sentii rispondere "fallo. anche a costo di cambiare telefono, o di craccarlo, ma entro domani voglio che tu riceva le mail sul tuo cellulare..."
<così se ho una vita privata me la faccio occupare dal lavoro, vero stronzo?>
"... e questo è quanto. Ora dai un'occhio a quelle mail, ci vediamo domani, non fare tardi"
<sei tu quello che ha sempre mezz'ora di ritardo ciccione sfigato!> "si capo a domani".
Jack attaccò. si guardò allo specchio. vide un uomo di 30 anni, single, con i capelli biondi e corti, gli occhi azzurri ed un viso ovale e magro. oggi aveva una camicia bianca, jeans e scarpe nere.
Quando aveva deciso di eliminare la propria personalità per il lavoro? Quand'è successo questa trasformazione?
<Chi sono io?> si chiese Jack.
ma quel sogno durò poco.
il telefono squillò. Jack riconobbe il numero, quello del suo capo. <non ho un secondo di tregua> si disse.
"pronto?"
"si Jack sono io..."
<ma dai?? non l'avrei mai detto!!>
"dimmi capo"
"Hai controllato le mail?"
rimasi un attimo in silenzio pensando. "si le ho controllate prima di andare via, non c'era nulla di..."
"intendo dire hai controllato ORA le mail?"
<mi prendi per il culo? finalmente ho finito di fare un lavoro che non sopporto e vuoi che lavori anche a casa???>
"no non ho ancora visto, non sono tornato a casa da molto..."
"voglio che ti metti le mail sul cellulare, in modo che potrai sempre essere attivo. ogni mail che t'arriva devi essere pronto a rispondere in ogni momento"
"..."
"..."
"stai scherzando capo"
"per niente. ora installati le mail sul cellulare"
jack non credeva alle sue orecchie. come farsi dominare dal lavoro.
"capo, non so se riesco ad installare le mail sul mio telefonino.."
"non m'interessa" si sentii rispondere "fallo. anche a costo di cambiare telefono, o di craccarlo, ma entro domani voglio che tu riceva le mail sul tuo cellulare..."
<così se ho una vita privata me la faccio occupare dal lavoro, vero stronzo?>
"... e questo è quanto. Ora dai un'occhio a quelle mail, ci vediamo domani, non fare tardi"
<sei tu quello che ha sempre mezz'ora di ritardo ciccione sfigato!> "si capo a domani".
Jack attaccò. si guardò allo specchio. vide un uomo di 30 anni, single, con i capelli biondi e corti, gli occhi azzurri ed un viso ovale e magro. oggi aveva una camicia bianca, jeans e scarpe nere.
Quando aveva deciso di eliminare la propria personalità per il lavoro? Quand'è successo questa trasformazione?
<Chi sono io?> si chiese Jack.